Il ciclo di produzione dello Sciacchetrà

terrazzamenti sciacchetràIn un territorio in cui la poca terra coltivabile è stata spesso  portata a braccia dagli uomini e dalle donne del luogo per costruire i ciàn – terrazzamenti in dialetto locale – la scansione ed i ritmi delle attività di produzione dello Sciacchetrà sono rigidamente dettati dai “tempi della natura” mutevoli ed imprevedibili durante tutto il calendario annuale. Da sempre infatti, la profonda conoscenza contadina, antico dialogo, di tipo adattivo tra uomo e natura, ha prodotto un “saper fare” che si è trasmesso e sedimentato nel tempo ed  ha fondato una cultura ed una tradizione che ancor vive.

Per le caratteristiche del territorio l’unico intervento strutturale possibile è stata la monorotaia introdotta nel 1980 dalla Cooperativa Agricoltura che ha alleggerito la faticosa raccolta dell’uva. La monorotaia  si snoda per sedici kilometri in pendii scoscesi e mozzafiato; permette di caricarvi le ceste colme di grappoli che in alcuni tratti vengono tuttora portate “in collo” da Roberto e dai suoi fratelli. Un efficiente sollievo visto che da ragazzi arrivavano a caricarsi sulle spalle fino a 40 Kg ciascuno, per tutto il percorso.

Il ritmo delle attività è scandito dalle stagioni: la vendemmia ha inizio in autunno quando l’uva è maturata perfettamente in un delicato rapporto fra sole e pioggia. Subito stesa, sarà raccolta solo quando passita al punto giusto, decisivi ancora i rapporti temporali fra pioggia, sole e tipo di vento: tramontana o scirocco. In cantina, Roberto non aggiunge lieviti, sono quindi i tempi spontanei di fermentazione e trasformazione degli zuccheri in gradazione alcolica che determinano le fasi di vinificazione. In inverno la potatura può iniziare solo quando le piante di vite hanno perso le foglie, la loro caduta dipende ancora una volta dal “dal tempo che fa”. La fatica del coltivare piccoli appezzamenti strappati nei secoli ai ripidi pendii di questa terra “scheletrica”  richiede, fra l’altro, una costante manutenzione dei muretti a secco che modellano e contengono il terreno tutelandone da secoli l’equilibrio idrogelogico. In primavera ed in estate le attività prevalenti sono di controllo cura e protezione della vigna per favorire un buon andamento della maturazione dell’uva.

 

 

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