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	<title>paesaggio &#8211; Sciacchetrà Terra di Bargòn</title>
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	<description>Sciacchetrà cinqueterre &#124; Una nuova azienda agricola con una lunga storia.</description>
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		<title>Segnali artistici di un cambiamento avvenuto.</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Alessandra De Cugis]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 19 May 2015 13:33:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Memoria]]></category>
		<category><![CDATA[Spunti e riflessioni]]></category>
		<category><![CDATA[cinque terre]]></category>
		<category><![CDATA[muretti a secco]]></category>
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					<description><![CDATA[Il ri-uso è una caratteristica della cultura ligure, Francesco, un0 dei fratello di Roberto, interpreta il ri-uso di quanto arriva a Bargòn, cioè&#160; molto di quanto non viene più usato, ed anche altro, in una forma artistica. Osservando questi manufatti,&#160; sorta di &#8220;collage&#8221; all&#8217;aria aperta, semplicemente identificando le&#160; componenti che li compongono, è possibile intuire [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il ri-uso è una caratteristica della cultura ligure, Francesco, un0 dei fratello di Roberto, interpreta il ri-uso di quanto arriva a Bargòn, cioè&nbsp; molto di quanto non viene più usato, ed anche altro, in una forma artistica. Osservando questi manufatti,&nbsp; sorta di &#8220;collage&#8221; all&#8217;aria aperta, semplicemente identificando le&nbsp; componenti che li compongono, è possibile intuire un loro significato e forse un racconto di vita.</p>
<p>Nella prima foto qui sotto: una nassa,&nbsp; materialmente fatta da Giancarlo, un altro fratello,&nbsp; che serviva per la pesca di saraghi, polpi , aragoste&nbsp; quando i fratelli andavano apescare. Oltre ad appenderla al muretto di sassi, Francesco vi ha inserito&nbsp; delle conchiglie.</p>
<p>Si potrebbe dire che&nbsp; l&#8217;uso della nassa si è trasformato simbolicamente da strumento di pesca a contenitore di &#8220;contenitori di pesce&#8221;,&nbsp; di molluschi. Ed anche, in un certo senso, i gusci sono&nbsp; sassi che sono stati giustapposti&nbsp; ai sassi del muretto.</p>
<p>Si allude forse ad un uso della nassa che i tanti nipotini di una famiglia numerosa che passano talvolta da Bargòn forse non impareranno dai loro genitori, una sorta di racconto?<br />
<img decoding="async" title="2015-05-19_0006.jpg" src="http://terradibargon.com/blog/wp-content/uploads/2015/05/2015-05-19_0006.jpg" alt="2015-05-19_0006.jpg"></p>
<p>Nella seconda foto alcune reti di ferro verde sono state usate per esporre vari oggetti di mare. In zona centrale un salvagente di ordinanza da barca, a destra&nbsp; un paraurti marino con sotto un motore da barca ed a sinistra&nbsp; un altro oggetto del mare, però antico.</p>
<p>Possibile metafora: la rete appoggia sul muretto di sassi, la barca va sul mare, due tipi di attività importanti&nbsp; di una volta alle Cinque Terre, una natura difficile , ma anche con tante possibilità: lavorare la terra e pescare.</p>
<p>Improvvisamente tutto è cambiato, quella sui muretti di sassi è quasi una ritirata da una realtà odierna; forse dalla marina, oggi del tutto irriconoscibile per chi ha vissuto questa cultura operosa tutta la vita.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><img decoding="async" title="2015-05-19_0007.jpg" src="http://terradibargon.com/blog/wp-content/uploads/2015/05/2015-05-19_0007.jpg" alt="2015-05-19_0007.jpg"></p>
<p>Svettano in cielo anzichè in mare aperto, i due &#8220;segnali&#8221; in sughero per reti o per palamiti che sono stati usati quando i fratelli&nbsp; andavano a pescare. Con relativa badierina bianca.</p>
<p>&#8220;Segnalano&#8221; , proprio perchè sono in cielo anzichè in mare,&nbsp; il cambiamento che è avvenuto.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><img decoding="async" title="2015-05-19_0008.jpg" src="http://terradibargon.com/blog/wp-content/uploads/2015/05/2015-05-19_0008.jpg" alt="2015-05-19_0008.jpg"></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Infine un abbeveratoio arcaico trovato nel bosco da Gianfranco, contadino poeta, altro fratello, sempre alla ricerca di cose vecchie ed abbandonate.&nbsp; Francesco lo ha collocato accanto ai cerchi delle botti di una volta che ha ri-usato come&nbsp; rinforzo alla staccionata in legno. Entrambi tracce di una cultura contadina che ha lasciato un segno indelebile, benchè parzialmente nascosto, dalla macchia mediterranea, cioè i terrazzamenti. I ciàn nel dialetto di Riomaggiore.</p>
<p>Di questa cultura, però non si salvaguardia la memoria, fatta anche di piccoli e fragili oggetti, che diventa quindi anche &#8220;cultura debole&#8221; di cui sarebbe dunque necessario prendersi cura.</p>
<p>Dentro questa &#8220;cultura debole&#8221;, però ci sono importanti conoscenze e know how di tipo idraulico, ingegneristico, fondamentali per la salvaguardia di questo territorio, fragile, da integrare con quella degli esperti che oggi se ne occupano.</p>
<p>Invece, semplicemente questa cultura operosa e sapiente viene dimenticata in quanto non se ne riesce a ricoscere il profondo valore, il &#8220;sapere dell&#8217;esperienza&#8221;.</p>
<p>Purtroppo, spesso, anche con le migliori intenzioni, &#8220;gli esperti&#8221; fanno danni se non&nbsp; possono incrociare il loro sapere teorico con il sapere esperienziale, in questo caso, secolare.</p>
<p>Ed allora bandiera bianca.</p>
<p><img decoding="async" title="2015-05-19_0009.jpg" src="http://terradibargon.com/blog/wp-content/uploads/2015/05/2015-05-19_0009.jpg" alt="2015-05-19_0009.jpg"></p>
<p>&nbsp;Il salvagente è stato ri-utilizzato, forse per altre allegorie, ed allora Francesco ha rapidamente ri-elaborato creativamente lo spazio della griglia verde. Bandiere colorate nei &#8220;segnali&#8221; in sughero che diventano adesso tre.</p>
<p>&nbsp;<a href="http://terradibargon.com/blog/wp-content/uploads/2015/08/IMG_4172.jpg"><img decoding="async" src="http://terradibargon.com/blog/wp-content/uploads/2015/08/IMG_4172.jpg" alt=""></a>&nbsp;&nbsp;<br />
<a href="http://terradibargon.com/blog/wp-content/uploads/2015/08/IMG_4168.jpg"><img decoding="async" src="http://terradibargon.com/blog/wp-content/uploads/2015/08/IMG_4168.jpg" alt=""></a>&nbsp;&nbsp;<a href="http://terradibargon.com/blog/wp-content/uploads/2015/08/IMG_4169.jpg"><img decoding="async" src="http://terradibargon.com/blog/wp-content/uploads/2015/08/IMG_4169.jpg" alt=""></a>&nbsp;</p>
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		<title>Nasce l&#8217;Osservatorio del paesaggio rurale.</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Alessandra De Cugis]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 23 Feb 2014 16:46:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Memoria]]></category>
		<category><![CDATA[Varie]]></category>
		<category><![CDATA[cinque terre]]></category>
		<category><![CDATA[cinqueterre]]></category>
		<category><![CDATA[paesaggio]]></category>
		<category><![CDATA[storia cinqueterre]]></category>
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					<description><![CDATA[&#8220;Si tratta della costituzione  di un osservatorio presso il ministero per le politiche agricole  che intende censire e poi salvaguardare e, semmai recuperare quelle porzioni di territorio che, nonostante le modifiche, conservano una serie di caratteristiche storiche, sia per l&#8217;assetto, sia per le pratiche di coltura.&#8221; &#160; Ne scrive su la Repubblica del 18 Febbraio [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Si tratta della costituzione  di un osservatorio presso il ministero per le politiche agricole  che intende censire e poi salvaguardare e, semmai recuperare quelle porzioni di territorio che, nonostante le modifiche, conservano una serie di caratteristiche storiche, sia per l&#8217;assetto, sia per le pratiche di coltura.&#8221;</p>
<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-664" alt="dissodare la terra" src="http://terradibargon.com/blog/wp-content/uploads/2014/02/dissodare-la-terra-e1393172475902.jpg" width="680" height="510" srcset="https://terradibargon.com/blog/wp-content/uploads/2014/02/dissodare-la-terra-e1393172475902.jpg 680w, https://terradibargon.com/blog/wp-content/uploads/2014/02/dissodare-la-terra-e1393172475902-324x243.jpg 324w, https://terradibargon.com/blog/wp-content/uploads/2014/02/dissodare-la-terra-e1393172475902-416x312.jpg 416w" sizes="(max-width: 680px) 100vw, 680px" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Ne scrive su<a title="la repubblica" href="http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2014/02/18/cosa-rende-il-paesaggio-un-paesaggio-storico.html"> la Repubblica </a>del 18 Febbraio 2014  Francesco Erbani.</p>
<p>Speriamo che il nuovo governo Renzi mantenga questo importante impegno!</p>
<p><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-662" alt="terrazzamenti" src="http://terradibargon.com/blog/wp-content/uploads/2014/02/terrazzamenti-e1393172207716.jpg" width="680" height="510" srcset="https://terradibargon.com/blog/wp-content/uploads/2014/02/terrazzamenti-e1393172207716.jpg 680w, https://terradibargon.com/blog/wp-content/uploads/2014/02/terrazzamenti-e1393172207716-324x243.jpg 324w, https://terradibargon.com/blog/wp-content/uploads/2014/02/terrazzamenti-e1393172207716-416x312.jpg 416w" sizes="(max-width: 680px) 100vw, 680px" /></p>
<p>Nello stesso articolo Mauro Agnoletti, membro del Comitato scientifico, sostiene che &#8220;il paesaggio agrario non è paragonabile ad un monumento, per il quale discutere se sia lecito darlo in uso ad un privato per farci degli eventi. E&#8217; una parte di territorio che può mantenere il suo valore se è in grado di produrre cibo o anche di fare turismo mantenendo i caratteri storici, estetici ed ambientali&#8221;</p>
<p>Chiediamo al Parco Nazionale delle 5 terre quale politica per la salvaguardia del paesaggio intenda perseguire.</p>
<p>Per esempio sarebbe importante progettare un ecomuseo sia  per la raccolta di testimonianze orali sia  per la costituzione di una area  coltivata in maniera tradizionale come memoria vivente, sulla scia di tante  importanti esperienze europee in questa direzione.</p>
<p><img decoding="async" class="aligncenter size-large wp-image-663" alt="legare la vite potata" src="http://terradibargon.com/blog/wp-content/uploads/2014/02/legare-la-vite-potata-1024x768.jpg" width="1024" height="768" srcset="https://terradibargon.com/blog/wp-content/uploads/2014/02/legare-la-vite-potata-1024x768.jpg 1024w, https://terradibargon.com/blog/wp-content/uploads/2014/02/legare-la-vite-potata-scaled-324x243.jpg 324w, https://terradibargon.com/blog/wp-content/uploads/2014/02/legare-la-vite-potata-scaled-416x312.jpg 416w, https://terradibargon.com/blog/wp-content/uploads/2014/02/legare-la-vite-potata-300x225.jpg 300w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></p>
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