{"id":674,"date":"2014-02-27T17:59:23","date_gmt":"2014-02-27T17:59:23","guid":{"rendered":"http:\/\/terradibargon.com\/blog\/?p=674"},"modified":"2014-02-28T16:54:18","modified_gmt":"2014-02-28T16:54:18","slug":"due-cambiamenti-nel-paesaggio-un-muretto-che-crolla-uno-che-si-sviluppa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/terradibargon.com\/blog\/due-cambiamenti-nel-paesaggio-un-muretto-che-crolla-uno-che-si-sviluppa\/","title":{"rendered":"Prendere coscienza del proprio territorio."},"content":{"rendered":"<p>Andando a fare un giro nei ci\u00e0n (i terrazzamenti in dialetto) di Semura, una\u00a0 attivit\u00e0 costante di monitoraggio che svolge chi coltiva la terra,\u00a0 abbiamo notato due cambiamenti recenti nel paesaggio. Si sono verificati\u00a0 nei muretti di due diversi contesti fra loro vicini. Da questa prima osservazione sono\u00a0 nate due riflessioni, cui fa seguito una proposta alla fine del post.<\/p>\n<p>Il primo cambiamento \u00e8 relativo ad un muretto a secco di contenimento delle vigne,\u00a0 assediato\u00a0 dalla macchia mediterranea, che\u00a0 \u00e8 crollato, probabilmente a causa della grande quantit\u00e0 di pioggia di questo strano inverno.<\/p>\n<p>PRIMA: questo muretto, dopo essere stato pulito da Roberto era cos\u00ec<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-675\" alt=\"IMG_6463\" src=\"http:\/\/terradibargon.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2014\/02\/IMG_6463-e1393436955686.jpg\" width=\"680\" height=\"907\" srcset=\"https:\/\/terradibargon.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2014\/02\/IMG_6463-e1393436955686.jpg 680w, https:\/\/terradibargon.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2014\/02\/IMG_6463-e1393436955686-324x432.jpg 324w, https:\/\/terradibargon.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2014\/02\/IMG_6463-e1393436955686-416x555.jpg 416w\" sizes=\"auto, (max-width: 680px) 100vw, 680px\" \/> DOPO:\u00a0 non molto tempo fa, il muretto\u00a0 \u00e8 crollato sull&#8217;angolo e, nella parte ancora intonsa \u00e8 ricresciuta\u00a0 nuova vegetazione.<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-large wp-image-676\" alt=\"IMG_7097\" src=\"http:\/\/terradibargon.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2014\/02\/IMG_7097-768x1024.jpg\" width=\"768\" height=\"1024\" srcset=\"https:\/\/terradibargon.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2014\/02\/IMG_7097-768x1024.jpg 768w, https:\/\/terradibargon.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2014\/02\/IMG_7097-scaled-324x432.jpg 324w, https:\/\/terradibargon.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2014\/02\/IMG_7097-scaled-416x555.jpg 416w, https:\/\/terradibargon.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2014\/02\/IMG_7097-225x300.jpg 225w, https:\/\/terradibargon.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2014\/02\/IMG_7097-scaled.jpg 1920w\" sizes=\"auto, (max-width: 768px) 100vw, 768px\" \/><\/p>\n<p>Da vicino si vede bene la quantit\u00e0 di lavoro che sar\u00e0 necessaria per ricostruire il pezzo di muretto che \u00e8 crollato..<\/p>\n<p>.\u00a0<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-large wp-image-679\" alt=\"IMG_7104\" src=\"http:\/\/terradibargon.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2014\/02\/IMG_7104-768x1024.jpg\" width=\"768\" height=\"1024\" srcset=\"https:\/\/terradibargon.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2014\/02\/IMG_7104-768x1024.jpg 768w, https:\/\/terradibargon.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2014\/02\/IMG_7104-scaled-324x432.jpg 324w, https:\/\/terradibargon.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2014\/02\/IMG_7104-scaled-416x555.jpg 416w, https:\/\/terradibargon.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2014\/02\/IMG_7104-225x300.jpg 225w, https:\/\/terradibargon.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2014\/02\/IMG_7104-scaled.jpg 1920w\" sizes=\"auto, (max-width: 768px) 100vw, 768px\" \/><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Ma intanto, guardando di fronte a noi, verso il mare, abbiamo notato un secondo, piccolo ma molto significativo, cambiamento nei muretti che sono invece i resti di antiche case in pietra.<\/p>\n<p>PRIMA\u00a0 (di recente) quel pezzo di\u00a0 paesaggio era cos\u00ec\u00a0 in quanto quel terreno, caratterizzato dalla presenza di muretti in pietra sia di contenimento che portanti di antichi rustici, era stato ripulito dalla macchia mediterranea che lo aveva invaso. E&#8217; dunque stato possibile vederlo quasi fosse uno scavo archeologico, diventato cos\u00ec un pezzo di archeologia contadina.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-large wp-image-685\" alt=\"IMG_3940\" src=\"http:\/\/terradibargon.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2014\/02\/IMG_3940-768x1024.jpg\" width=\"768\" height=\"1024\" srcset=\"https:\/\/terradibargon.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2014\/02\/IMG_3940-768x1024.jpg 768w, https:\/\/terradibargon.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2014\/02\/IMG_3940-scaled-324x432.jpg 324w, https:\/\/terradibargon.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2014\/02\/IMG_3940-scaled-416x555.jpg 416w, https:\/\/terradibargon.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2014\/02\/IMG_3940-225x300.jpg 225w, https:\/\/terradibargon.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2014\/02\/IMG_3940-scaled.jpg 1920w\" sizes=\"auto, (max-width: 768px) 100vw, 768px\" \/><\/p>\n<p>Colpisce la bellezza di quei resti di pietra nel\u00a0 paesaggio, tracce inequivocabili di un tempo passato, una preziosa testimonianza, un monumento della memoria contadina di queste terre.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-large wp-image-688\" alt=\"mantenimento, memoria\" src=\"http:\/\/terradibargon.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2014\/02\/IMG_38651-768x1024.jpg\" width=\"768\" height=\"1024\" srcset=\"https:\/\/terradibargon.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2014\/02\/IMG_38651-768x1024.jpg 768w, https:\/\/terradibargon.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2014\/02\/IMG_38651-scaled-324x432.jpg 324w, https:\/\/terradibargon.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2014\/02\/IMG_38651-scaled-416x555.jpg 416w, https:\/\/terradibargon.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2014\/02\/IMG_38651-225x300.jpg 225w, https:\/\/terradibargon.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2014\/02\/IMG_38651-scaled.jpg 1920w\" sizes=\"auto, (max-width: 768px) 100vw, 768px\" \/><\/p>\n<p>Da questa foto \u00e8 nata una prima riflessione, si \u00e8 capito che l&#8217;osservazione dello stato fisico e dell&#8217;uso sociale del territorio pu\u00f2 contenere uno o pi\u00f9 racconti. In questo caso \u00e8 il racconto di quattro processi in atto contemporaneamente, appena\u00a0 prima che se ne avii un quinto.<\/p>\n<p>In primo piano, il racconto di un lavoro di mantenimento del paesaggio che avviene con\u00a0 la coltivazione tradizionale di una vigna &#8220;a pergolo&#8221;. Nello sfondo il racconto, in divenire, di una traccia di memoria in pietra\u00a0 che emerge dalla boscaglia da cui \u00e8 appena stata estratta.\u00a0 Il tutto\u00a0 inserito in una cornice di macchia mediterranea che continua a svilupparsi\u00a0 nascondendo mano a mano\u00a0 la trama esistente dei ci\u00e0n. Ci\u00e0n che\u00a0 una volta erano tutti coltivati ed ora sono stati abbandonati da tempo, insieme\u00a0 ad altri manufatti in pietra: questo \u00e8 il racconto dell&#8217;abbandono della terra.<\/p>\n<p>In alto all&#8217;estrema sinistra, un quarto racconto, abbastanza recente.\u00a0 Guardando con attenzione\u00a0 si pu\u00f2 notare un pezzo di un grosso ci\u00e0n\u00a0 coltivato non pi\u00f9 &#8220;a pergolo&#8221;, ma a filare. Si capisce dalla regolarit\u00e0 della trama della vigna. E&#8217; il racconto di\u00a0 un cambiamento volto a mantenere\u00a0 la coltivazione della vigna, rendendone per\u00f2 pi\u00f9 facile la\u00a0 coltivazione per il contadino.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-large wp-image-692\" alt=\"segni forti della memoria\" src=\"http:\/\/terradibargon.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2014\/02\/IMG_3904-1024x768.jpg\" width=\"1024\" height=\"768\" srcset=\"https:\/\/terradibargon.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2014\/02\/IMG_3904-1024x768.jpg 1024w, https:\/\/terradibargon.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2014\/02\/IMG_3904-scaled-324x243.jpg 324w, https:\/\/terradibargon.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2014\/02\/IMG_3904-scaled-416x312.jpg 416w, https:\/\/terradibargon.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2014\/02\/IMG_3904-300x225.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/p>\n<p>Sul primo racconto, quello della coltivazione nel solco della tradizione, sia il <a title=\"sito\" href=\"www,terradibargon.com\">sito<\/a>\u00a0 che questo blog, che lo aggiorna, raccontano in dettaglio le varie fasi del ciclo di produzione dello Sciacchetr\u00e0 che ancora oggi Roberto segue nel solco della tradizione. Per quanto riguarda il secondo racconto, \u00e8 stato possibile un avvicinamento ai resti in pietra, grazie ad un\u00a0 lungo un sentiero,\u00a0 tutto dentro la macchia mediterranea. Percorrerlo \u00e8 stata un&#8217;esperienza quasi magica,\u00a0 camminare su un percorso di pietre formidabile per dimensione e per perizia, che allude ad un uso umano cospicuo; invece siamo soli, completamente immersi in una silenziosa e potente natura, odorosa di salmastro e di erbe selvatiche. Anche il sentiero \u00e8 appena stato ripulito, sottratto alla vegetazione e reso percorribile.\u00a0 Siamo cos\u00ec giunti fino alla trama forte costituita dai\u00a0 muretti in pietra, armonicamente incarnata nel declivio del terreno. Ci siamo trovati in contatto fisico ravvicinato con la memoria\u00a0 che inevitabilmente questi sassi evocano, sperimentando un&#8217; emozione\u00a0 forte mista ad\u00a0 ammirazione e rispetto verso le generazioni che ci hanno preceduto.<\/p>\n<p>Un monumento alla fatica,\u00a0 alla tenacia e ad una grande capacit\u00e0 di ingegneria idraulica e civile.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-large wp-image-691\" alt=\"una casetta in pietra\" src=\"http:\/\/terradibargon.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2014\/02\/IMG_4108-1024x768.jpg\" width=\"1024\" height=\"768\" srcset=\"https:\/\/terradibargon.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2014\/02\/IMG_4108-1024x768.jpg 1024w, https:\/\/terradibargon.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2014\/02\/IMG_4108-scaled-324x243.jpg 324w, https:\/\/terradibargon.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2014\/02\/IMG_4108-scaled-416x312.jpg 416w, https:\/\/terradibargon.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2014\/02\/IMG_4108-300x225.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/p>\n<p>Cos\u00ec abbiamo anche potuto vedere da vicino\u00a0 questa meraviglia di proporzioni, la straordinaria capacit\u00e0 di utilizzo dell&#8217;unico materiale disponibile, la pietra ed i sassi,\u00a0 l&#8217;armonioso\u00a0 inserimento nel paesaggio.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-large wp-image-693\" alt=\"Ii cambiamenti in corso\" src=\"http:\/\/terradibargon.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2014\/02\/IMG_7091-1024x768.jpg\" width=\"1024\" height=\"768\" srcset=\"https:\/\/terradibargon.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2014\/02\/IMG_7091-1024x768.jpg 1024w, https:\/\/terradibargon.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2014\/02\/IMG_7091-scaled-324x243.jpg 324w, https:\/\/terradibargon.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2014\/02\/IMG_7091-scaled-416x312.jpg 416w, https:\/\/terradibargon.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2014\/02\/IMG_7091-300x225.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/p>\n<p>Ma ecco, qualche tempo dopo\u00a0 il quinto cambiamento che si palesa.<\/p>\n<p>Un cambiamento che \u00e8 in corso, un segnale apparentemente modesto, ma che racconta di un cambiamento che sar\u00e0 certamente\u00a0 significativo. La pulizia di quel terreno che ha fatto emergere\u00a0\u00a0 tracciati in pietra cos\u00ec forti e la rimessa in uso\u00a0 del sentiero per raggiungerlo, sono state opera di chi ha deciso di recuperare i rustici esistenti, certamente in ottemperanza alle indicazioni della commissione paesaggistica.<\/p>\n<p>La seconda riflessione,\u00a0 nasce da questa esperienza diretta,\u00a0 \u00e8 la constatazione che\u00a0 questa comunit\u00e0 locale e le sue istituzioni non sono riuscite, nel tempo, a elaborare una strategia evolutiva per il governo di questo straordinario territorio. La sfida \u00e8 quella di rilanciare\u00a0 l&#8217;attivit\u00e0 primaria della coltivazione delle vigne (pur nelle modalt\u00e0 oggi pi\u00f9 consone, meno faticose e adeguatamente remunerative). Ma potrebbe anche essere quella di\u00a0 progettare\u00a0 un riuso dei rustici pi\u00f9 significativi\u00a0 per\u00a0 salvaguardare e valorizzare la memoria di un passato fatto di fatica e portatore di una cultura del lavoro. Per creare luoghi di sosta lontani dalla congestione che si viene a creare, al contempo ricchi di informazioni e di suggestioni. Un progetto\u00a0 con una visione d&#8217;insieme per raggiungere anche visitatori curiosi,\u00a0 che oggi arrivano in massa in gran parte attratti dal &#8220;mito&#8221; di questo passato che per\u00f2 non \u00e8 materialmente molto fruibile.<\/p>\n<p>La proposta.<\/p>\n<p>Il paesaggio\u00a0 alle Cinque Terre, come altrove, cambia continuamente senza che\u00a0 ne siamo pienamente\u00a0 consapevoli, e con esso la memoria della sua cultura contadina.<\/p>\n<p>La costituzione di un ecomuseo rurale sarebbe un buon modo per non perdere completamente i segni sul territorio di questa memoria cos\u00ec importante e al contempo cos\u00ec fragile. Cos\u00ec come Sebastiao Salgado st\u00e0 fotografando le popolazioni che vivono nei posti pi\u00f9 nascosti del mondo, destinate a sparire, per lasciarne una traccia almeno fotografica per l&#8217;umanit\u00e0, cos\u00ec bisognerebbe documentare almeno gli ultimi\u00a0 segni che restano sul territorio di questa civilt\u00e0 contadina oggi in via di estinzione.<\/p>\n<p>Un progetto di ecomuseo esperienziale, aperto che si alimenta\u00a0 e si sviluppa con il contributo diretto degli abitanti delle Cinque Terre,\u00a0 secondo la moderna concezione\u00a0 di museo &#8220;diffuso&#8221; mirato sopratutto ai giovani. Per la realizzazione di ecomusei, esistono\u00a0 linee guida europee ed anche leggi prodotte da alcune regioni taliane. Ci sono esperienze di vario tipo. Risulta interessante a nostro avviso\u00a0 la metodologia\u00a0 anche di <a href=\"http:\/\/www.museolab6.com\">altre <\/a>esperienze in corso pur se queste non sono necessariamente rurali.<\/p>\n<p>Oggi alle Cinque Terre prendere coscienza del proprio territorio significa frequentarlo, conoscerlo, ripensarlo con creativit\u00e0.\u00a0 Quello che una volta era il centro dell&#8217;attivit\u00e0 lavorativa \u00e8 oggi paragonabile ad una periferia urbana\u00a0 nel senso della perdita di significato sociale, un luogo non vissuto. L&#8217;archeologia contadina, che nei ci\u00e0n \u00e8 dispersa, pu\u00f2 essere paragonata alll&#8217;archeologia industriale,\u00a0 entrambe\u00a0 fanno riferimento ad una cultura del lavoro che sembrerebbe destinata ad estinguersi.\u00a0\u00a0 Rappresentano\u00a0 una tappa importante dello\u00a0 sviluppo del nostro Paese, esprimono valori materiali ed immateriali,\u00a0 come tali vanno tutelati e valorizzati.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Andando a fare un giro nei ci\u00e0n (i terrazzamenti in dialetto) di Semura, una\u00a0 attivit\u00e0 costante di monitoraggio che svolge chi coltiva la terra,\u00a0 abbiamo notato due cambiamenti recenti nel paesaggio. Si sono verificati\u00a0 nei muretti di due diversi contesti fra loro vicini. 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