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Una intervista a più voci sulla produzione dello Sciacchetrà.

A seguito di un incontro organizzato da Cristina Gelvi Ufficio Stampa e Comunicazione Agenzia Regionale per la Promozione Turistica “In Liguria” ecco una intervista in inglese sulla produzione dello Sciacchetrà a cura di Quin Xie per Amateur Wine, richiamato da Grape Vine #HOTGV.

http://amateurwine.co.uk/hotgv-on-sciacchetra-with-terra-di-bargon/

 

Una seconda citazione su un blog, questa volta tedesco:

http://www.lilies-diary.com/urlaub-in-ligurien/

La descrizione dell’incontro a Bargòn , descrizione dell”azienda e visita in cantina. Descrizione ed assaggio del nostro Sciacchetrà

 

 

 

 

panoramica Bargòn

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Camalàa en manelotu de vidiòn e Sciacchetrail.

L’incontro fra il dialetto: camalaa en manelotu de videòn, cioè  portare a casa per fare il fuoco i tralci più vecchi della vigna che con la potatura sono stati gettati a terra e l’inglese: Sciacchetrail ovvero una parola che tiene insieme sciacchetrà e trail, una corsa lungo le alte vie delle 5 terre dove si coltiva lo sciacchetrà.

L’elenco delle microattività che si svolgono durante l’arco dell’anno intorno alla coltivazione della vigna sono veramente moltissime, si può dire che l’insieme di queste attività sono le componenti di una cultura contadina di operosotà e di manutenzione del territorio che sembra veramente uno spreco terribile lasciar sparire.

Da quest’anno inizia un evento che sarà ricorrente: Schiacchetrail che mira a favorire la messa in luce del territorio delle 5 Terre nel suo complesso, come aggiunta ai luoghi di più facile accesso, dove  il flusso turistico indeterminato si accalca. Una corsa lungo le vie alte, un modo di frequentare il territorio che implica fatica.

Una fatica di tipo diverso da quella del contadino, ma queste due fatiche potrebbero forse dialogare ed allearsi per un progetto di rinascita del territorio agricolo in via di abbandono.

 

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Degustare lo Sciacchetrà, gli abbinamenti possibili.

Tradizionalmente lo Sciacchetrà, che fino a non molto poco tempo fa si chiamava “renfurzà”  veniva prodotto in modeste quantità da quasi tutte le famiglie. Si beveva solo in occasoni speciali di festa come il Natale o per i matrimoni e i battesimi. Inoltre era considerato  importante farne dono a dottori ed avvocati.

Si beveva alla fine del pasto con il pan dolce genovese.

Oggi i somellier ci insegnano associazioni di gusto più contrastate,  di particolare interesse l’accostamento con il formaggio erborinato di capra o con le noci.

 

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