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Decima edizione a Camogli di VinidAmare, presentazione di magazine 365, piattaforma on line

grand_Hotel_royal

grand_Hotel_royalMercoledì 6 Marzo,  presso La Sala  Tutti Frutti – Palazzo Croce Di Malta – Via Mazzini, 47 La Spezia,  presente: Alex Molinari, presidente AIS Liguria,  Andrea Ostuni e Marco Rezzano del comitato organizzativo, si è tenuta una  riunione per presentare a tutti i produttori della Provincia Spezzina i contenuti della 10° Edizione di Vini dAmare , che per l’occasione del decennale  si svolgerà al  Portofino Kulm sulla vetta di Ruta di Camogli in una struttura ricettiva storica  ampia ed accogliente con splendida vista mare.

La manifestazione  si svolgerà a Camogli lunedì 20 maggio 2013 ( con piccola

appendice domenica 19 ).

Palazzo_Croce_di_Malta_il_lampadario

Erano anche presenti due esponenti della Cqè Communication, responsabili della comunicazione ed organizzazione dell’evento che hanno presentato una piattaforma  web chiamata 365 magazine che si compone di un catalogo aperto a  tutti i produttori liguri con scheda individuale, ed una sezione notizie. La piattaforma sarà continuamente aggiornata per essere fruibile su tutti i mezzi di accesso ad internet anche in futuro,  sarà connessa a Facebook e Twitter.

Ogni produttore potrà in questo modo avere una propria pagina web all’interno del catalogo aggiornabile accanto  alla sezione  notizie nella parte che costituirà una vera  e propria rivista on line. Si prevede dunque  di poter raggiungere una visibilità in rete molto significativa, che dovrebbe giovarsi dall’integrazione prevista fra produttori e notizie e connessione con i social network . Parola chiave costante aggiornamento  garantito dalla sezione eventi e notizie e dagli aggiornamenti delle singole schede dei produttori.

Il progetto è sponsorizzato dall’Ais Ligure e dalla Regione Liguria e dal Comune di Camogli.

Terra di Bargòn ha deciso di aderire.

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Borsa Internazionale del Turismo

milano

Terra di Bargòn insieme ad altri operatori del territorio delle 5 Terre ha aderito all’invito del Parco Nazionale per partecipare allo stand  alla BIT,  Borsa Internazionale del Turismo, 2013 a Milano, per contribuire insieme a realizzare un momento di informazione  ed ascoltare le proposte degli operatori economici italiani e internazionali a vario titolo  interessati a questo territorio.

Per noi è stata la prima volta, ci ha colpito la quantità e la varietà di materiale informativo che si è materializzato. Siamo stati presenti nelle giornate riservate esclusivamente agli operatori previa iscrizione, quello che si percepisce subito è che questi richiedono materiale sintetico e riassuntivo, d’insieme piuttosto che tanta produzione segmentata. Una bella sfida da raccogliere, occorre fare squadra anche per comunicare meglio. Lo stand della regione Marche ci è sembrato il più interessante in questa direzione: un desk centrale con tanti materiali di sintesi e svariati punti più piccoli intorno con i materiali che illustrano gli aspetti di dettaglio come  le produzioni locali, i siti di valore artistico, ed anche aspetti non così scontati come: spiritualità.

Tantissimi si sono fermati a chiedere informazioni, spesso sui sentieri, ed a fare le proposte più svariate. Da chi vuole sviluppare una APP per il Comune o i Comuni come è già stato fatto per Milano, alle mamme blogger che cercano percorsi turistici attenti ai loro problemi specifici, ma anche pronte ad aiutare per “far succedere” che questo tema venga messo all’ordine del giorno. Chi era presente allo stand si è stupito date le caratteristiche impervie del territorio, ma la giovane mamma ha risposto che tanti stranieri lo fanno. Lei stessa  si muove con grande tranquillità anche in posti difficili, certo almeno la certezza di trovare un seggiolone al ristorante sarebbe importante!

Dalla rivista dell’ANCI che stampa ogni anno un libro con i borghi storici al responsabile del sito dei parchi naturali unica realtà in rete a livello nazionale per l’Italia. Quante prospettive e quanto interesse! Inoltre tour operators specificamente interessati alle 5 Terre ed altri visitatori di passaggio.

 Della gran quantità di materiale disponibile abbiamo notato un interesse prevalente verso materiali evocativi  di “come erano le 5 terre” , anche dichiaratamente souvenirs. Le cartoline in bianco e nero  di Monterosso per esempio sono andate a ruba, ma anche alcuni materiali di locali che hanno scelto una grafica ed anche materiali diciamo poveri.
La sera  a cena con alcuni di questi interlocutori ha parlato il presidente del Parco Vittorio Alessandro ed il sindaco di Vernazza a nome dei tre sindaci.

milano

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Che cosa c’è dietro a quel cancello?

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Molti visitatori che percorrono il sentiero che porta al monastero della Madonna di Montenero costeggiano la collina terrazzata e  coltivata a vigna di Bargòn, il nome in dialetto della località Bargone.
Spesso la fotografano, probabilmente non sanno che da quelle vigne si produce lo Sciacchetrà, il vino passito delle Cinque Terre, molti non sanno nemmeno che esiste questo prodotto, legato ad una antica tradizione locale. Questa constatazione nasce da una  nostra esperienza diretta.

Ecco allora l’idea di segnalare sul territorio questa importante caratteristica, dalla vigna che si produce in queste terre si produce un vino molto speciale, lo Sciacchetrà.

Un primo passo è stata l’elaborazione di quattro possibili soluzioni, ci interessa sapere che cosa ne pensi e quale soluzione ti pare la più efficace.

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    IPOTESI 1:

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IPOTESI 2:

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IPOTESI 3:

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IPOTESI 4:

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Collage fotografico Sciacchetrà; jeans, cima e cesta.

composizione-sciaccetra

composizione-sciaccetra

Questo è un primo tentativo di “collage fotografico” si tratta di trasporre in immagine fografica una tecnica per la realizzazione di opere ( di varia natura) prodotte per mezzo di sovrapposizione di carte, fotografie, oggetti, ritagli di giornale, di rivista o altro ancora. Spesso sono opere molto materiche. L’idea è dunque quella di ottenere la sovrapposizione non materialmente ma tramite uno scatto fotografico.

In questo caso la sovrapposizione è fra il nostro prodotto “finito”, ovvero lo Sciacchetrà imbottigliato ed etichettato con altri oggetti.

L’etichetta,  della  bottiglia di Sciacchetrà  sulla quale molto lavoro è stato svolto per renderla “significante“, dialoga con altri componenti.

Vecchi jeans di Roberto, con le toppe, toppe vere, cucite dalla madre, che si chiamava Gentile, negli anni 70, jeans molto consumati dal lavoro faticoso nei campi.
Che cosa rende diversi questi jeans con quelli che portano molti giovani che li comprano già scoloriti e magari con buchi ( fatti ad arte) e senza toppe?

Basta guardarli e si vede che sono diversi, il loro significante è sostanza di una storia non una reificazione.

Bottiglia e jeans sono collocati in un cesto, che ha la caratteristica di avere una parte dei suoi  bordi rinforzati con pezzi di sughero al suo interno. Si tratta di vecchie ceste che venivano usate sia per la raccolta dell’uva che per pescare (!). Infatti nel sughero ci sono ancora degli ami arruginiti. Questa ed altre ceste sono state da noi recuperate mentre si sgombrava una decina d’anni fa una vecchia cantina vicino alla marina a Riomaggiore per trasformarla in un brutto appartamento da affittare.
Un caso fra tanti.

La terza componente è una cima, forse posta nel cesto dopo l’ultima volta che è stata usata per pescare. Abbiamo trovata cesto e cima già così, un racconto nell’armonia della sua forma fuzionale ed essenziale.

Mettere insieme i quattro oggetti significa rifarsi a quella storia passata per evidenziare il legame dello Sciacchetrà con la sua storia.